Il birmano

La leggenda
Le origini incerte e l’aspetto di questo meraviglioso gatto, nel tempo, hanno dato vita ad una suggestiva leggenda che narra l’origine del gatto di Birmania, ancora oggi conosciuto in molti paesi come gatto Sacro di Birmania.
La leggenda afferma che molti anni fa, prima della nascita di Buddha, il popolo Kymer della Birmania, costruì meravigliosi templi dedicati alla loro dea Tsun Kyan-Kse. Il più bello di questi templi a Lao-Tsan conteneva una statua d’oro massiccio della Dea con occhi blu zaffiro. Mun-ha, l’anziano sacerdote del tempio, si inginocchiava davanti alla statua con il fedele gatto bianco di nome Sinh al suo fianco.
Una notte, dei predatori entrarono nel tempio e uccisero il sacerdote Mun-ha. Il gatto salì sul corpo esamine del sacerdote e il suo mantello assunse una sfumatura dorata, gli occhi divennero blu, come quelli della Dea, le sue zampe divennero marroni, ma dove i suoi piedi toccarono il padrone, rimasero bianchi come simbolo di purezza. In quel preciso momento tutti gli altri gatti del tempio assunsero lo stesso aspetto. Sinh rimase con il suo maestro per i successivi sette giorni e poi morì, portando l’anima di Mun-ha in paradiso.
Da quel momento anche tutti gli altri gatti del tempio furono considerati sacri e si pensava che trasportassero le anime dei pii sacerdoti direttamente in paradiso.
Lo standard
Lo standard del birmano è alquanto complesso e ciò ne rende la selezione e l’allevamento piuttosto difficile. È un gatto di taglia media e il peso di un esemplare adulto varia dai 3-4 kg della femmina, ai 4.5-5.5 kg del maschio, con le dovute eccezioni.
La testa deve essere abbastanza rotondeggiante, le orecchie non dritte ma posizionate un po’ lateralmente e di grandezza medio-piccole e arrotondate in punta. La fronte deve essere mediamente bombata, il naso corto leggermente curvo, il mento forte che si allinei con il naso e la fronte; le guanciotte sono gradite!
Dominano la testa del birmano gli occhi, il cui colore ricercato dovrebbe essere blu zaffiro, più è scuro più è prezioso!
Il corpo è di lunghezza media, con la coda che sia lunga da arrivare al collo e piumosa. Il manto è di colore bianco guscio d’uovo, avrà sfumature diverse in base alle punte, i così detti point. Infatti, il birmano è un colour point, ovvero presenta le punte, orecchie, muso, coda e zampe di un colore più scuro.
Tale colorazione è determinata da un gene chiamato Himalayano. Esso è un gene di tipo recessivo, il quale attiva un enzima che trasforma trasforma i precursori della melanina in melanina, ottenendo uno inscurimento del pelo. Tale enzima viene inattivato a certe temperature che il corpo raggiunge, mentre alle estremità (naso, orecchie, arti e coda) no. Proprio grazie a questo enzima i gattini alla nascita sono bianchi, perché la temperatura nell’utero materno è più elevata, mantenendosi costante per tutta la gravidanza. Solo dopo 7/10 giorni i points (cioè le punte colorate) iniziano a comparire per poi consolidarsi verso la 3°/4° settimana di vita.
Il pelo è semi lungo con una texture setosa e morbida. Il birmano in più ha i guanti bianchi sulle zampe e i calzini con le V invertite alle zampe posteriori.


Il carattere
Il Sacro di Birmania è un gatto-cane.
Presente e nello stesso tempo discreto, elegante nelle movenze, ma giocoso. Ama la compagnia della famiglia, si integra facilmente con altri gatti e con i cani, se a loro volta abituati.
Tuttavia è bene metter in sicurezza finestra e balconi, perché alla vista di qualcosa che voli esce fuori tutto lo spirito felino di questo meraviglioso gatto!